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Punta del Fò e Pelvo Valle Stura

Vinadio

 

 

 

 

Mercoledì 16 Ottobre 2019

 

Oggi sono in Val Stura alla ricerca di vecchi sentieri ormai abbandonati, non segnati sulle carte ma che con le dovute precauzioni e un pò di “spirito di adattamento” (ravanage) sono ancora percorrribili. Sono lì ancora per poco a testimoniare la vita passata, quando la montagna era frequentata, vissuta e coltivata per cui gli spostamenti erano frequenti, specialmente tra valloni limitrofi, con tracciati a volte anche illogici e senza portare sulle cime perchè quelle non interessavano a nessuno. L’escursione di oggi prende spunto da Massimo66 e relazionata su Gulliver e sale un selvaggio vallone chiamato di Rio Borbone e già percorso con Marcello in occasione della salita del Monte Aighiera. Il versante sinistro orografico della media valle Stura presenta aspetti dolomitici. con grandi pareti di calcare sovrastati però da ampie prati pascolivi. Anche il vallone di salita di oggi, selvaggio e angusto e non percorribile da bestiame porta ad una zona pascoliva, raggiungibile dall’alto e dal Vallone di San Giacomo e ancora usata oggigiorno. Il tracciato sparisce nei prati superiori ma volendo si può raggiungere senza difficoltà il Monte Corso del Cavallo, sulla dorsale che dalla Testa di Peitagù porta al Monte Savi e di qui scendere per il Vallone del Nebius allungando però l’itinerario. La Punta del Fò è un promotorio che si affaccia su Vinadio, mentre il Pelvo è una cima un pò più pronunciata situata tra il Vallone di Neiraissa e quello del Rio Grossinies. Le due cime si raggiungono con un lungo traverso su ripidi prati ma con un sentierino ancora ben visibile anche se in alcuni punti si perde. La discesa avviene invece per il ripido tracciato ben percorribile e segnato che sale da Lentre. Dal Pelvo si può anche scendere senza problemi sui prati che portano al Chiot di Neiraissa e di qui per il sentiero di accesso del Rio Pis. Il panorama si apre sulle cime del versante destro orografico della Valle Stura e anche sulle cime più alte delle Alpi Marittime.

Itienrario da non percorrere assolutamente con brutto tempo e con mancanza di visibilità.

Avvicinamento: si risale la Valle Stura fino a Vinadio dove all’uscita del paese si svolta a destra in direzione di Neiraissa. Si risale la strada asfaltata e dopo due tornanti si trova sulla destra un piccolo piazzale nei pressi di un ponte in legno, in corrispondenza della chiesa di Madonna del Vallone.

Itinerario: si attraversa il ponte, si passa davanti alla chiesa (fontana) e si inizia a salire sul tracciato che subito dopo passa nei pressi di un antico e diroccato ponte in pietra. Si continua sul sentiero che sale deciso sul versante sinistro orografico del vallone e all’altezza di una bella cascatella si porta sulla destra per salire al di sopra di un evidente salto roccioso. La pendenza adesso diminuisce e con un traverso si raggiunge il sentiero che arriva da Forte Neghino (palina sotto una roccia), Si prosegue attraversando il rio su un ponticello e dopo pochi metri si abbandona il sentiero che porta a Lentre per svoltare sul più piccolo tracciato che sale nel vallone. Senza possibilità di errore si prosegue salendo al di sotto di una grande parete di calcare e di qui con un traverso e un breve tratto con un cavo, (serve in caso di freddo perchè c’è un rigagnolo che gela essendo a nord), si passa sotto ad un bell’arco naturale in pietra. Si entra così nella parte superiore del vallone dove la pendenza diminuisce, si attraversa il rio e si sale adesso in una faggeta dove il sentiero si perde un pò. Senza difficoltà però si raggiungono i prati superiori dove il tracciato è di nuovo evidente e in breve si sbuca ai ruderi delle Grange Borbone. Sulla sinistra si nota già la Cima del Fò, addirittura più bassa della nostra posizione e per chi vuole salire al Monte Aighiera può svoltare a destra, anche prima di raggiungere i ruderi e con brevi saliscendi raggiungere questa panoramica cima. Dalle grange si traversa in leggera discesa su tracce di bestiame fino a raggiungere una pietraia. La si passa senza salire, si attraversa un rio asciutto e si entra in una pineta che porta alla selletta e al costone che genera la Punta del Fò. Con una breve discesa si raggiunge il pulpito dove si ha un bel panorama su Vinadio. Si ritorna alla selletta e tramite un sentierino in piano si costeggia una pineta e ci si porta su ripido terreno passando sotto a dei salti rocciosi. Seguendo il labile tracciato si continua a traversare entrando in una pineta e con una breve salita ci si porta sopra una evidente cresta rocciosa. Il percorso adesso è più evidente e continua a traversare in leggera salita, doppia un altro costone e si porta su un vasto pendio erboso con visibile una selletta un pò più in alto. La si raggiunge e di qui si vede la nostra seconda meta, il Pelvo. Senza problemi si attraversa in piano il pendio e si entra in un pineta che si attraversa velocemente sbucando sotto il pendio erboso che porta in cima. Si raggiunge così il sentiero più marcato e visibile che traversa a destra e con un tornante a sinistra sale in direzione dell’evidente colletto che precede la cima. Senza problemi lo si raggiunge e subito dopo si sbuca sulla panoramica cima. Si ritorna al colletto e si ridiscende il sentiero che si porta verso in fondo del valloncello. Dove questo diventa più ripido e si capisce che non è più percorribile si traversa a sinistra in direzione dell’evidente costone che lo delimita. Qui adesso il sentiero è ben segnato con numerosi bolli rossi (servivano prima,adesso non più) e scende deciso sul versante sinistro orografico del ripido vallone. Si continua senza possibilità di errore entrando così in una rada pineta e sempre seguendo i visibili segni rossi si sbuca sul sentiero che dal Forte Neghino porta a Lentre. Si svolta a destra e in breve si raggiungono dei ruderi in pietra oltre i quali si passa su un ponte in legno per sbucare sulla sterrata che sale a Lentre. Si segue la sterrata in discesa e si raggiunge la strada asfaltata che si segue adesso fedelmente fino a ritornare all’auto.

 

partenza

 

il vecchio ponte

 

Podio

 

in salita

 

si svolta a destra

 

nel vallone

 

il bell’arco

 

Borbone

 

la Punta del Fò sulla sinistra

 

Vinadio

 

si traversa sopra le rocce

 

la Punta del Fò e l’Aighiera

 

la selletta da raggiungere

 

il Pelvo sulla sinistra

 

il Nebius sullo sfondo

 

il sentiero di discesa

 

la parete del Pelvo

 

autunno

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