Mont Ros e Bec Barmasse
16 Giugno 2019
Borgate di Marmora
29 Giugno 2019
Mostra tutto

Monti Testas, Balur e Sapè Valle Gesso

sguardo sul rifugio

 

 

Giovedì 20 Giugno 2019

 

Oggi con Marcello siamo nel vallone di Roaschia, una bella valle laterale della Valle Gesso nelle Alpi Marittime. L’escursione di oggi sale tre cime secondarie al cospetto del più maestoso Monte Bussaia e percorre un caratteristico sentiero che traversa lungamente il selvaggio versante nord di questa cima e del Monte Servantun. Ho sempre frequentato il vallone del Balur in veste invernale, essendo il Colle Balur e il Testas classiche gite di scialpinismo, ma non ero mai stato nel periodo estivo e questo lungo sentiero, ben visibile dal costone che sale al Bussaia dalla Colla di Prarosso (vedi qui), mi aveva sempre incuriosito. Le cime del Testas e Balur sono un vero balcone sulla pianura cuneese e la più lontana Valle d’Aosta, mentre il sentiero in traverso permette di visitare questo selvaggio e nascosto versante del Bussaia e infine con la breve risalita al Sapè, si scende alla Colla di Prarosso, colletto che mette in comunicazione il vallone di Roaschia con Vernante in Val Vermenagna, concludendo così questa lunga traversata.

ATTENZIONE: il tratto di sentiero oltre la Fonte Liret fino alla Maddalena, benchè ben segnato anche con paletti in legno, è da percorrere in primavera o inizio estate appena scompare la neve in quanto nel periodo autunnale la vegetazione la fa da padrona (vedi foto di questo itinerario da me percorso il 1 settembre in cui si vede l’uscita del sentiero alla Maddalena).

Avvicinamento: si risale da Roccavione a Tetti Brignola, e si continua fino al ponte sul Gesso (qui si arriva anche da Borgo San Dalmazzo svoltando a sinistra poco prima dell’abitato di Andonno). Si prosegue passando davanti alle Grotte del Bandito e dopo pochi chilometri percorsi in mezzo a una grande cava si raggiunge il grazioso paesino di Roaschia. Conviene portare un auto alla Colla di Prarosso (noi l’abbiamo lasciato un pò oltre, al bivio dopo Tetti Goderie), per non doversi sbarcare i quasi 9 km per raggiungere Roaschia. In questo caso si prosegue sulla strada asfaltata che sale con alcuni tornanti e passa per alcune frazioni fino a quando diventa sterrata. Si continua senza problemi fino alla colla dove si può già parcheggiare oppure si prosegue in piano per circa 1,5 km oltrepassando tetti Goderie e  lasciando l’auto all’incrocio con una sterrata che sale sulla destra e che sarà quella che si percorrerà al ritorno (palina). Con l’altra auto si ritorna a Roaschia dove si svolta a sinistra (scendendo) in direzione della Fonte Dragonera. Si continua sulla strada dapprima sterrata e abbastanza ripida, poi dinuovo asfaltata fino a dove svolta a sinistra verso Tetti Virotta (ultimo tratto brutto da salire con auto normali).

Itinerario: dal ponte verso Tetti Virotta si volta a destra salendo la ripida forestale che segue il fondo del vallone. Poco oltre la si abbandona dove svolta a sinistra per seguire un sentiero tra la vegetazione. Si prosegue seguendo la traccia che più a monte entra sulla destra nella bella faggeta. Si continua con molte svolte seguendo il bel sentiero all’ombra che sbuca fuori dal bosco poco sotto il Gias Fontana Fredda. Il tracciato sempre segnato sale il pendio erboso a monte della grangia, passa vicino a una fonte (acqua) e con un ultimo traverso a sinistra si porta sul Colle Balur, dove sorge un grazioso rifugio aperto da poco tempo.Dinanzi si ha un colpo d’occhio su tutto il lungo traverso da percorrere.  Svoltando quindi a sinistra si risalgono i dolci pendii erbosi che in circa 10 minuti conducono al Mote Testas. Si ritorna al colle e dal lato opposto ci si porta sotto la parete del Monte Balur, dove sulla sinistra si trovano alcune ripide tracce che in 5 minuti conducono al pilastrino in pietra posto sulla cima. Si scende adesso sul sentiero sottostante che si segue fedelmente in leggera discesa fino a raggiungere il Gias Serra Garb. Si prosegue in piano passando per il Gias Ciotta Fama e il Liret e superato un gradino roccioso si raggiunge la Fontana Liret, che non è una fontana ma un rio che giunge dall’alto con tanto di cascatella. Superato lo stretto canale si risale sul ripido pendio erboso sovrastante dove il sentiero è meno visibile ma senza problemi si raggiunge il colletto già visibile in precedenza. Di qui alla Maddalena il tracciato è segnato in rosso e si trovano alcuni picchetti in legno nei tratti con più vegetazione. Dal colletto con una breve deviazione a sinistra si può raggiunge la panoramica quota 1856 su un bel dosso erboso pianeggiante. Si prosegue quindi in salita sull’ultimo tratto che è il più invaso dalla vegetazione (ad oggi ben percorribile ma in stagione avanzata penso molto meno) fino a sbucare sul largo e panoramico costone che sale al Monte Bussaia, luogo denominato La Maddalena. Si prosegue quindi in discesa (qui vuole può raggiungere il Bussaia seguendo questo itinerario) tenendosi sulla sinistra tra i rododendri e superato un tratto con dinuovo un pò di vegetazione ci si porta al colletto sotto il Monte Sapè. Con una breve risalita si raggiunge la bella cima (evitabile sulla destra per una visibile traccia). La discesa si effettua dapprima sulla cresta in direzione est (destra) e non sul costone a sinistra dove sulla mappa è segnato erroneamente un sentiero che invece non esiste. Si divalla fino ad alcune rocce e si prosegue quindi sempre tenendosi sul costone che svolta a sinistra in direzione nord e si fa più ripido. Si scende sempre leggermente a sinistra del filo seguendo alcuni segni di vernice rossa che indicano la labile traccia. Man mano che si scende però il tracciato si fa più evidente e quando si entra nel bosco diventa un bel sentiero. Lo si segue quindi senza problemi fino a sbucare su una dorsale erbosa e poco più in basso su una forestale a Tetti Cersè. Seguendo adesso la sterrata in discesa in breve si raggiunge la strada che arriva dalla Colla di Prarosso e all’auto.

 

inizio sentiero

 

nella bella faggeta

 

ambiente dolomitico

 

la parte alta del vallone con a sinistra il Monte Balur

 

uno sguardo indietro

 

il grazioso rifugio Balur

 

in cima al Balur

 

sguardo sul rifugio

 

in arrivo sul Testas

 

uno sguardo al lungo tragitto da percorrere

 

al colletto prima della quota 1856 con il percorso fatto

 

ultimo tratto prima della Maddalena

 

si sbuca sul costone del Bussaia

 

il vallone Piocia dove si può scendere alla Via dei Tiet

 

il Bussaia

 

il Sapè

 

arrivo all’auto

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

WP2FB Auto Publish Powered By : XYZScripts.com