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Monte Baussetti Valcasotto

in cima

 

 

Giovedì 3 Ottobre 2019

 

Oggi sono nelle Alpi Liguri e precisamente nella selvaggia e bella Valcasotto. Questa valle un pò dimenticata si sviluppa lungamente da San Michele Mondovì fino alla Colla di Casotto dove sorgono gli impianti sciistici di Garessio situato nella più frequentata Valle Tanaro. Valcasotto, che è una frazione del Comune di Pamparato, è famoso per il maestoso Castello di Casotto, residenza reale di Carlo Alberto di Savoia e poi del figlio Vittorio Emanuele, ora in fase di restaurazione con probabile apertura al pubblica nel prossimo futuro. L’escursione di oggi si sviluppa dapprima in un bel bosco di faggi, dove non è raro trovare dei funghi, per poi risalire un bellissimo e panoramico costone rivolto sulla pianura fino a raggiungere questa bella cima dove ero già salito con mio fratello dalla val Corsaglia per questo itinerario. Sul tracciato sorgono delle caratteristiche sagome di soldati in ferro rappresentanti alcune battaglie del periodo napoleonico di fine ‘700, denominando questo percorso “Via dei Cannoni”. Il ritorno avviene invece in direzione del Rifugio Manolino e per un sentiero a mezzacosta che attraversa lungamente tutta la faggeta del versante est del Baussetti e della Cima Robert, immettendosi poi in una sterrata a uso dei pastori che riporta al punto di partenza. Il panorama dalla cima è veramente grandioso, manca solo l’apertura verso il mare ma nelle giornate nitide si intravede ad occhio nudo addirittura Genova, (con un binocolo si vedono bene i palazzi), dimostrando realmente che questà città si trova più a nord di Cuneo, mentre a nord lo sguardo arriva alle montagne valdostane.

Avvicinamento: da San Michele Mondovì raggiungibile da Mondovì o più comodamente dall’uscita di Niella Tanaro dell’autostrada Torino-Savona, si abbandona la statale per seguire le indicazioni per Pamparato e la Valcasotto. Si risale lungamente tutta la valle lasciando sulla sinistra il bivio per Pamparato e più avanti sulla destra quello per Roburent, giungendo così alla frazione di Valcasotto. Qui si svolta a destra su una stretta strada asfaltata che scende verso il torrente, lo attraversa e sale ripida con alcune svolte fino alla chiesetta di San Lorenzo, dove diventa sterrata. Si prosegue ancora qualche centinaio di metri fino ad un tornante in corrispondenza delle Case Marchi, dove si lascia l’auto in alcuni slarghi e dove si stacca sulla sinistra la sterrata di ritorno con indicazioni Gias della Valletta e rifugio Manolino.

Itinerario: si prosegue sulla strada che continua sulla destra con indicazioni Colla Navonera e dopo alcuni tornanti si giunge a questo panoramico colletto dove sorge una chiesetta di recente costruzione. Si lascia la stradina che sulla destra conduce al vicino Rifugio Simonetti per svoltare a sinistra e inoltrarsi nel bel bosco di faggi. Si segue il tracciato indicato Via del Cannoni che con un lungo traverso segue dapprima una forestale e ad un colletto dopo la Punta delle Rocchette diventa bel sentiero segnato. Senza possibilità di errore si continua a traversare sul versante destro (ovest) della Cima del Nascio raggiungendo un altro colletto. Si passa sul versante sinistro (est) della Cima Suriot giungendo così alla Colla Giassetto. Con un ultimo traverso verso destra si esce infine dal bosco per sbucare su un panoramico costone a 1700 metri denominato L’accampamento e dove si trova la prima delle belle sagome di soldati in ferro. Si segue adesso la larga dorsale raggiungendo la Cima Robert, dove si trova un piccolo recinto il legno con una sagoma raffigurante un soldato con cannone. Si continua con alcuni saliscendi sulla dorsale lasciando sulla sinistra il sentiero che scende al Gias della Valletta (possibilità di rientro accorciando l’itinerario), e ci si dirige verso la nostra cima già visibile in precedenza. Con un ultimo strappo si raggiunge infine la croce di vetta dove si trova un altra sagoma con cannone. Si scende adesso sul versante opposto seguendo una cresta più ripida e rocciosa tramite un sentierino appena accennato e senza particolari difficoltà si raggiunge la bella spianata adibita a pascolo e sede di un laghetto prosciugato. Si continua sulla destra di esso fino a congiungersi col sentiero segnato in bianco-rosso che giunge dalla Colla dei Termini e seguendo quest’ultimo si raggiunge una vecchia baita in pietra. Si prosegue ancora per un breve tratto e in corrispondenza di una palina e dove il sentiero sale leggermente sulla destra, bisogna adesso abbandonarlo per svoltare decisamente a sinistra. Seguendo i bolli (non ricordo se rossi o gialli o?) si rientra nel bosco di faggi e con un lungo traverso e alcuni saliscendi si sbuca su una forestale nei pressi di una costruzione in lamiera tipo Anas. Si segue adesso senza problemi tutta la lunga strada, lasciando sulla sinistra quella per il Gias della Valletta fino a raggiungere così il punto di partenza e l’auto.

 

partenza

 

verso la Colla Navonera

 

la chiesetta al colle

 

nel bel bosco di faggi

 

la prima sagoma

 

panorama verso la pianura

 

sulla Cima Robert

 

la dorsale che porta in cima

 

il Monte Grosso e l’Antoroto

 

in cima

 

panorama verso nord con la dorsale percorsa

 

verso la Val Corsaglia con in lontananza il Mongioie e il Pizzo d’Ormea

 

laggiù Genova

 

la cima con la cresta scesa

 

uno sguardo indietro e la palina dove si abbandona il sentiero verso il Manolino per svoltare a sinistra

 

sulla sterrata di rientro

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