Valle del Bevera
26 Dicembre 2018
Rocca Bellina – San Bernardo – Monte Scolagarda
30 Dicembre 2018
Mostra tutto

L’uranio

Sviluppo Km. 11,78 dislivello complessivo mt. 490; Tempo di percorrenza: 3,30 ore circa

Itinerario percorso il 29 Giugno 2018

L’escursione nel primo tratto si sviluppa nella Valfreda sopra S. Giovenale sulla strada che conduce alla ex cava dell’uranio; nel secondo tratto sulle colline soprastanti S. Giovenale con percorso ad anello.

E’ un percorso curioso  e piacevole specie se condotto in una bella giornata primaverile ed autunnale;  non presenta nessuna particolare difficoltà salvo quanto sotto segnalato.

Dal punto vista storico ci riporta sul sito della vecchia miniera di uranio con tracce di archeologia industriale mentre dal punto di vista geografico permette di conoscere le ultime propaggini della Bisalta verso la pianura peveragnese. 

Periodo migliore per percorrerlo sono ovviamente la primavera o l’autunno anche se lo si può percorrere con assenza di neve in inverno ed è particolarmente ombreggiata per essere percorso nel primo periodo estivo.

Avvicinamento:

per chi arriva da Cuneo, parcheggiare l’auto nei pressi della chiesa di S. Giovenale di Peveragno.

Itinerario:

Dal parcheggio si segue la strada che costeggia il Rio Bedale e ci si inoltra nella Val Fredda (o nella Valfreda come dicono a Peveragno) e la si segue fin nei pressi del punto in cui questa si divide. E’ proprio questo il luogo dove si possono individuare i resti della antica cava dell’uranio.

Le ricerche iniziarono con stanziamenti della Camera di Commercio nel ‘48 ed i lavori per lo sfruttamento del sito furono affidati alla Montedison. La compagnia nel 1953 dava lavoro ad una decina di minatori che aumentarono progressivamente fino ad ottanta persone impiegate nel ciclo produttivo. Le gallerie ed i livelli di scavo raggiunsero il 15° livello e sfiorarono la profondità di 500 metri. L’attività venne portata avanti fino al 1962 momento in risultò evidente che non risultava conveniente proseguire.

Purtroppo i segni di quella attività sono rimasti incisi nei polmoni degli operai che vi hanno lavorato molti dei quali sono morti per silicosi.

Rimangono pochi resti: il basamento dell’argano di estrazione, i resti dell’ingresso alla discenderia, la placca di cemento che costituiva lo scivolo della tramoggia i resti del punto di carico, i depositi del materiale sterile  rimosso e poco altro. Se però si dispone di un contatore Geiger, la presenza della miniera diventa evidente. Quando abbiamo appoggiato il nostro strumento a terra, l’ago del contatore è finito immediatamente fuori scala per poi stabilizzarsi su 82 ua, segno di una forte presenza di radiazioni che però non risultano pericolose per il breve tempo dell’escursione.

Ci siamo poi inoltrati lungo il sentiero che portava alla discenderia 2 di cui rimangono altrettanti pochi resti oltre ad un ampio spiazzo.

Completata la nostra ricognizione, abbiamo continuato e raggiunto il colletto nei pressi di Tetto Cumba sopra Castellar. Abbiamo poi seguito il sentiero in direzione di Muletin Soprano.

 Dal colletto,(quota 842) invece di seguire il sentiero, siamo saliti sul crinale dove abbiamo trovato i resti di un antico insediamento agricolo abbandonato.

Siamo poi scesi a cane sciolto fino alla sottostante forestale che ci ha condotto al Colletto.

Per chi non ha pratica di “fuori sentiero” consigliamo di tornare a Muletin soprano e seguire la traccia diretta al Colletto.

A questo punto abbiamo ripreso a risalire prima sulla forestale poi sui sentieri attorniati da castagneti molto curati. La nostra salita è terminata a Moncalvino.

Siamo tornati brevemente sulle nostre tracce  e percorrendo un bel sentiero che si stacca in direzione di Brignolin e Pantalon, abbiamo raggiunto la sottostante comunale ed il punto di partenza.

L’escursione è facile (salvo il “fuori sentiero” segnalato) e curiosa e può essere liberamente accorciata a partire dal Colletto.

 

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com