Testa di Cialancion

Mercoledi 6 Luglio 2011

Oggi Anto è a riposo per cui visto che almeno per il mattino il tempo dovrebbe essere bello andiamo in valle Maira a scoprire questa cima un pò snobbata,a torto,per i vicini Monte Maniglia,Bellino e Ciaslaras. Con l’auto arriviamo già un pò più in su delle Grange Collet dove termina la strada “normale” mentre col fuoristrada saliamo più in alto fino nei pressi delle Grange Seimandi a 2150 metri circa. Non c’è nessun divieto per cui avanziamo un pezzetto di strada.

Salendo verso il colle Maurin attraverso dei bellissimi prati notiamo a sinistra il caratteristico buco della cima Pertusà,il nome dice tutto. Voltandoci indietro lo sguardo punta alla Castello già più bassa di noi.

Superato il pianoro e il piccolo Lago della Sagna,poco più avanti,nei pressi di alcuni ruderi,abbandoniamo il sentiero che sale al colle Maurin e proseguiamo a destra in una valletta bsecondaria,su terreno sempre agevole anche senza sentiero,in direzione del colle de la Traverse.

inizia il tratto più ripido

Senza raggiungere il colle voltiamo dinuovo a destra in direzione E e iniziamo a salire il pendio che di qui è più ripido e pietroso; senza particolari difficoltà raggiungiamo direttamente la cima,anzi per la verità la vera cima è a circa 30 metri da noi ma non so come mai viene considerata quella dove c’è una piccola madonnina nella roccia.

in cima

Il panorama verso la Francia è notevole ma l’aria comunque è sempre frizzante per cui dopo non molto tempo decidiamo di scendere,anche perchè il meteo per il pomeriggio non è previsto dei migliori. Vogliamo fare il giro e scendere al col du Roure o di Ciabrera e per il lago omonimo.

Arrivati al passo Cialancion,come prevedevo non si riesce a scendere direttamente nel vallone del lago Ciabrera,o perlomeno mi sembrava abbastanza un azzardo,per cui abbiamo fatto un semicerchio attorno alla Tete du Roure scendendo su vagne tracce e ometti verso i lasc de Roure e di qui con una tranquilla risalita su verdi prati giungiamo al Colle di Ciabrera

Vediamo alcune persone sul Maniglia e siamo incuriositi per vedere quel sentiero che deve essere stato attrezzato con un cavo o corda per superare il salto di roccia che sbarra il pendio per la cima. Il tempo purtroppo sembra guastarsi,con vento e nuvoloni neri che incombono dalla Francia per cui decidiamo di scendere; il lago di Ciabiera è veramente in un angolo bellissimo e appartato,senza un sentiero ben marcato se non nella parte bassa.

Proseguiamo la discesa su conche verdissime e pianeggianti facendo attenzione a seguire i radi ometti per non sbagliare a imboccare il pendio che scende evitando i salti di roccia

Poco più in basso rientriamo sul sentiero che scende dal colle Bellino e in poco tempo siamo all’auto

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