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San Michele di Prazzo – Sentiero Schneider

sguardo al Chersogno

 

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Oggi con Marcello e Pino,mentre gli americani sono alle prese con l’Election Day del presidente della repubblica,siamo in Valle Maira e precisamente nel vallone di San Michele di Prazzo. L’escursione di oggi percorre un antico sentiero ripristinato e ben segnalato,che metteva in comunicazione le numerose borgate di San Michele con quelle di Elva. Un tratto del percorso ricalca il Sentiero Schneider,un tracciato facente parte dei Percorsi Occitani e che da San Michele si dirige verso le borgate di Stroppo.

Saliamo quindi la Valle Maira fino a Prazzo Inferiore dove svoltiamo a destra per risalire verso San Michele. Poco oltre la borgata lasciamo il bivio che diritto porta a Castiglione e  Campiglione per svoltare a destra e proseguire verso Allemandi e le borgate più a monte. A circa metà percorso tra Allemandi e Falco svoltiamo a destra su strada sterrata e continuiamo ancora per circa 1 km. Poco oltre un tornante ci fermiamo in uno slargo a causa della strada che diventa più sconnessa. Forse è più consigliabile lasciare l’auto poco oltre la borgata Falco e iniziare il percorso dal sentiero che parte di lì.

Ci incamminiamo quindi seguendo questa stradina che in breve ci porta ad un bivio. Qui chiuderemo l’anello e su giusto consiglio di Marcello decidiamo di effettuarlo in senso antiorario, in modo da percorrere il versante più esposto a nord est e quindi più in ombra sfruttando il sole mattutino.Svoltiamo quindi a destra seguendo le indicazioni del Sentiero Schneider e Colle Conciuffre.

bivio poco dopo la partenza

In circa 20 minuti raggiungiamo il Colle Conciuffre e affanciandosi sul versante opposto,quello del vallone di Elva,notiamo subito il severo e selvaggio ambiente che affronteremo. Questo tracciato in effetti attraversa con molti saliscendi e sempre in traversata il versante destro orografico del vallone,passando il luoghi veramente selvaggi,tra incassate gorge e salti di roccia.

 

sguardo al Chersogno

 

al colle Conciuffre

Iniziamo quindi a scendere seguendo il sentiero che con alcune svolte perde quota di circa 200metri di dislivello. Questa è la parte più in ombra,con più vegetazione e con un pò di neve e la traccia stranamente non è segnata. Solo più in basso iniziano ad esserci numerose tacche rosse sugli alberi; in ogni caso il tracciato è sempre visibile e impossibile da perdere. Davanti a noi in primo piano troviamo il Monte Bettone,meta di una bella escursione primaverile.

 

vista sul Bettone

 

sul sentiero dopo la discesa

 

Iniziamo quindi a traversare in direzione nord passando tra i vari costoni e valloncelli incassati, alternando molte volte tra la  fredda ombra e il sole caldo. Sempre in traverso continuiamo sul bel sentiero e dopo l’ennesima gorgia e una breve risalita sbuchiamo su un solare costone. Qui di stacca a sinistra una traccia,poco marcata sulla cartina ma segnata sempre con bolli rossi che sale il costone verso il Colle Gavia,sulla dorsale divisoria tra San Michele e Elva.

 

traversi al sole

 

sentiero per il colle Gavia

 

Lasciamo questa deviazione continuando sempre con saliscendi tra gorge e costoni fino a raggiungerne uno più pronunciato e con alcune rocce. Il sentiero si abbassa sulla destra e non è molto evidente ma i numerosissimi segni rossi rendono impossibile il perdersi. Passati sotto le rocce attraversiamo una angusta gorgia per iniziare una salita un pò più lunga.

 

segni del sentiero

 

in salita

 

Questa salita ci porta sulla panoramica e solare Costa Reina,dove anche qui si stacca sulla sinistra un tracciato segnato che porta al Colle San Michele. Volendo si può seguire questo itinerario per accorciare l’anello.

 

verso Costa Reina

 

a Costa Reina

 

Davanti a noi il panorama si apre adesso su tutte le belle borgate di Elva. Continuiamo scavalcando il costone per tornare in ombra e in leggera discesa raggiungiamo un altra angusta gorgia. Appena passata si trova il bivio che scende verso la vicina borgata di Brione e il sentiero che invece sale la Valle delle Coste e la Borgata Chiosso

borgata capoluogo di Elva

 

bivio per Chiosso

 

Qui abbandoniamo il Sentiero Schneider che prosegue in discesa per raggiungere Elva e imbocchiamo il sentiero che sale. Dopo neanche 10 minuti ci troviamo ad un altro bivio,dove sulla destra la traccia prosegue verso Molini Allioni e Chiosso mentre a sinistra si trova quella che porta sotto la Punta Ciarmetta e il Colle di San Michele. Continuiamo a sinistra seguendo il sentiero che adesso sale deciso per circa 500 metri di dislivello. Questo tratto è al sole e molto panoramico e pian piano ci porta su ad un innominato colletto.

 

in salita

 

vista su Elva

 

nei pressi del colletto

 

Appena sopra questo colletto si trova la palina che indica l’altro sentiero che proviene direttamente da Chiosso. Qui diventa Gta con i classici bolli bianco-rossi. Seguiamo quindi il tracciato che continua a salire un ripido costone fino a portarsi in una zona più prativa. Questo è il punto più alto dell’itinerario e volendo si può salire con circa 300 metri di dislivello sulla non lontana Punta Ciarmetta. Noi rinunciamo per via dell’ora un pò tarda e per il freddo e un pò di neve. Continuiamo quindi sul bel tracciato che in traverso e il leggera discesa si dirige verso il Colle San Michele. Questo tratto riserva dei bei punti panoramici su tutta la zona.

 

punto panoramico

 

i protagonisti di oggi

Il tracciato più avanti percorre un tratto in ombra con già un pò di neve fresca delle prime nevicate per poi portarsi sul solare costone dove si trova il Colle di San Michele. Qui ci fermiamo un pò al riparo dalla fredda brezzolina di oggi per uno spuntino.

 

si ritorna al sole

 

verso Colle San Michele

 

al colle

 

Davanti a noi troviamo dinuovo il Chersogno e alla nostra destra il sentiero per il Colle Passetti e la Punta Ciarmetta. Ripreso il cammino non ci resta che scendere sulla bella stradina al sole che ci riporta con pendenza costante al bivio iniziale e di lì a poco all’auto.

 

La Punta Ciarmetta scendendo

 

AVVERTENZE: questo itinerario si può percorre anche nel periodo estivo grazie al versante di Elva fresco e in bel bosco, ma è vivamente sconsigliato negli inverni privi di neve a causa dei numerosi rii e attraversamenti che sicuramente presentano tratti ghiacciati e verglassati molto pericolosi. Già oggi iniziavano a formarsi i primi lastroni di ghiaccio che in pieno inverno, in caso di assenza di neve come nell’anno passato diventano impercorribili seppur anche per pochi metri, senza la giusta attrezzatura (scarponi ramponabili e ramponi).

 

Traccia GPS

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2 Comments

  1. Liliana Parola ha detto:

    È fattibile il Monte Bertone?

    • icio ha detto:

      ciao Liliana,volevi dire il Bettone? si certamente,anzi adesso è perfetto perchè l’itinerario è tutto al sole e con queste temperature non guasta.
      A presto

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