Romania

Schermata 2013-03-04 alle 08.58.21Sabato 16 – Sabato 23 Febbraio 2013

L’dea di andare a fare sci alpinismo in Romania non è venuta a ma ma al nostro amico Ivo,il quale ci ha chiesto di andare in questo stato un pò anomalo per lo sci e tantomeno per lo sci alpinismo. Invece ci sono belle montagne,i Carpazi,che seppure non raggiungono una quota eletava,la più alta il Monte Omul arriva a 2530, si prestano molto bene allo sci alpinismo. Il problema è che siccome nessun rumeno pratica questa attività,i più fanno sci di discesa in quelle poche aree dove ci sono degli impianti,non esiste nessun tipo di documentazione,neppure delle cartine anche a larga scala. Per cui ci siamo affidati per modo di dire a Google Map e visualizzando la zona dall’alto con foto satellitare cercavamo di intuire le strade di avvicinamento e le zone dove la folta abetaia,impraticabile con gli sci,lasciava spazio a delle belle e ampie radure

Partenza comoda dall’aeroporto di Levaldigi che in circa 2 ore ci porta a Bucarest. Della squadra siamo Ivo,Anna,Ivana e il sottoscritto,Anto purtroppo non è potuta venire. Recuperato all’aeroporto di Bucarest l’auto affittata precedentemente dall’Italia ci dirigiamo verso la Brasov,e il nostro paese,Busteni,a 900 metri sotto il massiccio dei Monti Bucegi. Il tempo non è dei migliori,in effetti nevischia,comunque neve ce n’è parecchia e la pensione che avevamo prenotato è carina e accogliente

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Busteni

Il giorno dopo tempo pessimo e neve,per cui decidiamo di fare un giro a Sinaia,il paese qui vicini che è più grande per cercare di recuperare una cartina e informazioni riguardo le montagne. Giriamo dappertutto ma non troviamo niente se non una mappa degli impianti di sci della zona.

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Qui è un posto turistico ma turisti stranieri neanche l’ombra c’è solo ed esclusivamente un turismo rumeno e di chi se lo può permettere perchè a parte le spese di prima necessità il resto è tutto caro,quasi come in Italia; il problema è che lo stipendio medio di un operaio qui si aggira sui 300 euro

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qui si vive ancora così

Il giorno seguente sempre neve,giro però lo sguardo e intravedo in alto sopra le pareti che sovrastano il paese,qualcosa di azzurro.chissà,decidiamo di andare comunque e prendiamo la funivia che ci porta a Babele,a 2000 metri in una zona priva di impianti sciistici ma che serve a chi vuole andare a piedi o col rampichino in estate

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arrivo a Babele

Il tempo è migliore,ci sono delle nebbie ma vediamo che in alto è sereno e poi come sorpresa notiamo che gli itinerari per le cime circostanti sono tutti segnalati da pali in ferro ben piantati,questo denota che il tempo qui è sovente brutto e perdi più il terreno è molto ampio con molta facilità di perdere l’orientamento. Continuiamo seguente una serie di questi pali che alla fine ci portano su una delle cime più alte,il Costila di 2498 metri sulla quale sovrasta una mega costruzione,che in seguito scopriamo che è militare del vecchio regime di Ciausescu

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il Costila

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il Costila

La costruzione è veramente grande e dopo un pò esce fuori un tipo che ci dice che non possiamo stare in quella zona. Comunque fa molto freddo e il paesaggio lo denota e poco dopo iniziamo a scendere. Restiamo però in quota e seguendo una dorsale sempre palinata ci portiamo sull’itinerario del Monte Omul per salire una cima che non ha nessun nome

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garitte di guardia

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sulla dorsale

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il monte Omul sulla destra

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dalla cima senza nome

Iniziamo la discesa su neve bella e fresca ma dopo circa 200 metri di dislivello siamo dinuovo immersi nelle nebbie e solo grazie alle paline ritorniamo a prendere la funivia in discesa,in effetti è impossibile scendere con gli sci perchè più sotto ci sono pareti enormi.

Il giorno dopo il meteo diceva che era l’unico girono bello della settimana per cui decidiamo di andare sul versante opposto della nostra valle dove avevamo addocchiato una bella dorsale che portava su una cima. Con l’auto percorriamo una stretta strada forestale che ci porta in una valle secondaria dove,tramite le foto aeree viste su internet capiamo dove dovrebbe partire il nostro itinerario

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la strada forestale

Un cartello ci indica che forse bisogna fare un pò attenzione agli orsi e in effetti poco dopo ne vediamo subite le tracce e perdi più fresche.

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DSC03488 copiawtmk impronta di orso

Avanziamo sempre un pò guardinghi,anche perchè siamo nel bosco e il terreno è abbastanza complicato; usciamo però dal bosco e con meraviglia siamo contenti di essere sull’itinerario giusto,il terreno adesso è aperto e la neve bellissima

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fuori dal bosco

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DSC03500 copiawtmk belle radure

La nostra meta,il monte Draganu,è ormai vicino ma già addocchiamo un altra punta,il Baiul Mare,che dovrebbe permetterci di effettuare la discesa su un altro costone che ci riporterebbe in basso al punto di partenza

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sul Draganu con vista Baiul Mare

Il tempo comunque inizia dinuovo a peggiorare per cui non perdiamo tempo e iniziamo subito la discesa sul bel costone

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In effetti il giorno dopo il tempo è pessimo per cui decidiamo di fare i turisti e andiamo a visitare il Castello di Bran,famoso per essere il castello di Dracula,anche se Dracula di qui è passato una volta sola. Proseguiamo anche a visitare la bella cittadina di Brazov e approfittare per cercare delle cartine delle montagne; purtroppo non esistono proprio.

Il mattino seguente il tempo sembra migliore e c’è anche un pò di sole,andiamo a vedere un altra valletta a circa 10 km dalla nostra pensione e seguente anche qui una strada forestale lunga ben 10 km individuiamo una valletta dove dovrebbe esserci un sentiero che ci permette di superare il bosco

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nella valletta

Con alcune peripezie ne usciamo e il terreno cambia subito,la cima però è subito raggiunta. Ne vediamo un altra poco lontano e senza togliere le pelli scendiamo a un colletto e risaliamo sulla cima Cacazul

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sulla prima cima

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verso il Cacazul

Il tempo si sta dinuovo guastando e anche velocemente per cui iniziamo subito la discesa

DSC03655 copiawtmkAbbiamo ancora un giorno a disposizione per cui decidiamo di andare con qualsiasi tempo,difatti tanto per cambiare il giorno dopo è orrendo e tira pure vento forte. Imboccando un vallone diverso,sempre nella zona del giorno precedente,avanziamo in un bel bosco,sciabile,ma appena ne usciamo la visibilità è pessima è c’è un bufera di quelle toste.

nel bel bosco

nel bel bosco

Per fortuna troviamo un baita tutta malandata che però ci permette di fermarci un attimo e di prepararci a scendere.

La nostra vacanza è finita,il giorno dopo io e Ivana rientriamo a Levaldigi,Ivo e Anna rimangono fino a martedi ma il tempo sempre inclemente non permette loro di fare nessuna gita se non una passeggiata a un rifugio.

In conclusione è stata una bella esperienza se non altro per la vera wilderness che c’èda queste parti,sicuramente non c’è la calca di sci alpinisti come sulle Alpi e gli itinerari sono tutti da scoprire…anche se sono montagne e salite non difficile e lunghe ritengo che comunque questo sia la vera essenza dello sci alpinismo

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