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Mercoledi 15 Marzo 2017

Oggi mi ritrovo dinuovo con i due Marcello e Marge il cane di Jello per un altro bel giro ad anello nella bassa Val Maira,questa volta però sul suo lato destro orografico. Questo versante è un pò dimenticato per via della sua esposizione non sempre solare, in quanto essendo la valle direzionata nel senso est-ovest c’è una discreta differenza fra i due versanti. Ma non per questo l’escursione di oggi è meno interessante,anzi con un pò di stupore noto che il sole da questo lato non manca e le borgate ancora presenti,benchè diroccate testimoniano che l’uomo sapeva sfruttare appieno tutta la montagna, anche in quei luoghi che all’apparenza sembrano più ostili.

Raggiunta San Damiano Macra svoltiamo a sinistra proprio all’ingresso del paese, prima della chiesa e seguiamo una stradina asfaltata che scende a sinistra e si abbassa veloce verso il fiume che raggiunge poco dopo nei pressi di un ponte. Qui lasciamo l’auto e ci incamminiamo sul ponte seguendo un sterrata che sale a sinistra. Dopo pochi metri nei pressi di un casolare svoltiamo a destra lasciando la stradina che invece prosegue verso Cartignano. Seguiamo le indicazioni per le borgate Pregelato,Garino e Ansoleglio che non centrano niente con il nostro itinerario e che sono discretamente lontane verso l’alta valle.

partenza

 

indicazioni

 

Costeggiamo quindi il lago formato dallo sbarramento della diga e raggiungiamo un caratteristico pilone ben visibile anche dal fondovalle. Qui la sterrata svolta a sinistra per immettersi nell’incassato vallone. Continuiamo lasciando a destra il sentiero per le borgate menzionate in precedenza fino a una visibile biforcazione dove vediamo per la prima volta le indicazioni per il nostro itinerario.

 

il bel pilone

 

uno sguardo a San Damiano

 

alla biforcazione

 

nostre mete

 

Prendiamo il ramo di destra e continuiamo sulla stradina che diventa forestale fino a un altro trivio. Qui servirebbero i segni bianco rossi che c’erano in precedenza in quanto non si sa dove andare. Solo uno sguardo alla mappa ci indica la direzione corretta evitando di proseguire diretti nel vallone. Bisogna quindi svoltare a destra e dopo una decina di metri abbandonare la strada per seguire un evidente sentiero sulla sinistra anche qui senza segni. Solo più avanti troviamo i segni bianco rossi, posizionati sempre dove non servono. Seguiamo il bel sentiero che adesso è al sole e con alcune svolte sale alla borgata diroccata di Poca.

 

sul bel sentiero

 

a Poca

 

Qui giunge anche la sterrata abbandonata al bivio precedente e che termina in questa borgata. Poco oltre le case inizia il sentiero questa volta segnalato che sale verso il colle di Teje e di Poca. Lo imbocchiamo e continuiamo sul ripido versante con una decisa salita. Più avanti il tracciato diventa pianeggiante e con un lungo traverso in una bellissima faggeta si porta nei pressi del colle di Teje. Poco prima troviamo il bivio dove svoltiamo a destra per il colle di Poca

 

 

 

inizio sentiero da Poca

 

nella bella faggeta

 

bivio per il colle di Poca

 

verso il colle di Poca

Questa volta il traverso è nel senso opposto a quello di prima portandoci così al colle di Poca. Qui seguendo una labile traccia continuiamo in piano sulla cresta che si genera dal colle e in breve raggiungiamo la panoramica Punta Gondran. La cima è quasi priva di alberi e ci permette una bella visuale sulla valle specialmente sul versante opposto con in primo piano il Birrone.

 

al Colle di Poca

 

sulla Punta Gondran

 

il Birrone

 

Dopo una breve tappa ristoratrice ritorniamo al Colle di Poca per continuare sul versante opposto. Il sentiero dapprima traversa in piano e poi in lieve discesa si porta verso Moschieres. Raggiunto un costone troviamo le segnaletiche a sinistra per il Colle S. Margherita e Cuccetto. Svoltiamo quindi per questo tracciato abbandonando quello che continua a scendere verso Moschieres.

 

bivio per Colle S. Margherita

 

Il sentiero adesso sale ripido nella faggeta fino a raggiungere una strada forestale. La seguiamo verso destra in direzione sud fino a raggiungere le belle casette di Cuccetto.

 

arrivo a Cuccetto

 

 

Non ci resta adesso che seguire la strada sterrata che in lieve salita ci porta al panoramico Colle Santa Margherita. Questo luogo è famoso agli alpini in quanto luogo della Resistenza Partigiana; qui troviamo un monumento agli alpini caduti e un rifugio dell’ANPI.

 

al Colle S. Margherita

 

Il nostro percorso prosegue adesso per il crinale esposto a sud e che conduce al Monte Teje. Facciamo prima però una breve deviazione per visitare la frazione Margherita e la sua bella chiesa. Qui troviamo un signore che ha rimesso in sesto la casa dove si trovava l’Osteria Belvedere ormai chiusa da parecchi anni, ma anche un fontana che ci permette di fare rifornimento di acqua fresca. Recuperiamo quindi la dorsale poco più in su e la seguiamo con una decisa salita che ci porta fino in cima.

 

la chiesa di Margherita

 

 

sulla dorsale per il Teje

 

la nostra cima

 

Questo tratto è privo di sentiero ma il percorso è evidente e senza difficoltà. Raggiunta la cima ci fermiamo per uno spuntino e le foto di turno. Davanti a noi in primo piano troviamo la Punta di Mezzogiorno e il Chialmo, saliti in diverse altre occasioni e più a ovest la Rocca Albert e la Cernauda.

Riprendiamo il cammino seguendo adesso la cresta che scende in direzione est. Questo tratto è anche privo sentiero ed è più ripido del precedente per cui bisogna cercare un pò il percorso evitando alcuni brevi tratti più impervi. Scendiamo tenendo maggiormente il lato destro fino a raggiungere una zona meno ripida ma con dei “bisun”, cioè fitto sottobosco. Li evitiamo a sinistra su terreno più ombroso e poco più in basso recuperiamo con stupore un bel sentiero stranamente non segnato sulla mappa. Lo seguiamo facilmente ritornando nei pressi della dorsale fino a sbucare al Colle di Teje.

 

in cima al Teje

 

Chialmo e Mezzogiorno

 

sul sentiero non segnato sulla mappa

 

al Colle di Teje

 

Da questo colle si può ritornare seguendo a sinistra il sentiero che ritorna a Poca, ma è consigliabile scendere per la traccia segnata in giallo che porta a Messore, evitando così di percorrere tutto il traverso fatto in precedenza da Poca. Questa traccia si recupera seguendo il sentiero che dal colle in leggera salita segue le  indicazioni Saretto e Ruata Prato. Percorsi pochi metri si trova quindi il nostro tracciato, segnato e ben evidente che prosegue in piano fino a raggiungere un costone. Lo si supera per divallare in una bella faggeta fino a una radura. Poco sotto si recupera la strada sterrata che sale a Poca e si raggiungono le case di Messore.

 

il sentiero per Messore a sinistra

 

arrivo a Messore

 

 

Seguiamo adesso la strada che scende con alcuni tornanti, poi più in basso li evitiamo seguendo il sentiero in giallo. Questo recupera la strada poco prima del pilone iniziale chiudendo così il nostro anello. Non ci resta che seguire la sterrata percorsa in salita che in breve ci riporta all’auto.

 

ritorno a San Damiano

 

2 Comments

  1. Liliana Parola ha detto:

    Ciao, io e il mio compagno abbiamo fatto questa escursione che ci è piaciuta moltissimo. Grazie mille dell’idea.

    • icio ha detto:

      Mi fa piacere…anch’io non ero mai stato dal quel versante e sono stato sorpreso, tanto che sono ritornato sabato per una escursione più corta. Ciao grazie e buone gite

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