Monte Ricordone m. 1763

ricordoneSabato 5 Aprile 2014

Oggi decido di fare un giro a piedi nel solo pomeriggio col mio amico Ugo. L’idea cala sul versante solatio della Val Varaita,e precisamente al Monte Ricordone,non troppo lontano da casa e non troppo in quota vista la gran quantità di neve ancora presente. Saliamo in auto a Frassino e imboccata a destra la stradina in centro paese proseguiamo per alcuni tornanti,lasciamo a sinistra il bivio per Chiaronto e il suo Parco Avventura e poco dopo giungiamo a Meira Martin a 1089 metri.

Parcheggiamo l’auto proprio di fronte al cartello indicatore di Baricocua,da dove torneremo

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partenza

partenza

Percorriamo circa 100 metri sulla strada asfaltata che termina a Meira Boschiero e imbocchiamo sulla sinistra la sterrata che con una lunga serie di tornanti prende quota sul ripido versante sud-est

sulla sterrata

sulla sterrata

Saliamo sempre sulla stradina trascurando alcune diramazioni fino a un pulpito a circa 1500 metri di quota,dove spiana e un pannello indicatore spiega la storia del Ricordone con la sua enorme valanga di fine 800 che fece 70 morti

P1020810 copiawtmkNei pressi si trova anche il curioso capanno,sempre aperto con due tavoli e una stufa putagè e una bella legnaia. Non sappiamo chi è il o i proprietari ma è abbastanza ben tenuto.

il capanno

il capanno

Di qui si vede bene tutta la bassa valle e di fronte in primo piano si trova il Birrone.

verso valle

verso valle

Abbandoniamo la stradina e iniziamo a salire in direzione nord sul ripido sentiero segnalato con alcuni ometti. Questo ci porta sotto alcune rocce su un ripido pendio: giunti sotto il salto più grande pieghiamo a destra e in piano attraversiamo tutto il versante fino a un panoramico pulpito

sguardo verso il Birrone

sguardo verso il Birrone

Continuiamo ancora per poco ad attraversare il pendio fino a sbucare sull’ampio costone divisorio tra la valle principale e il vallone di Gilba.

quasi sul costone

quasi sul costone

La nostra meta si trova a sinistra e in circa 20 minuti seguendo il sentierino segnato in bianco e rosso la raggiungiamo.

la nostra meta

la nostra meta

In cima c’è una piccola stazione meteo e la grande croce è situata più in basso di circa 50 metri verso la valle Varaita. E’ stata messa lì perchè visibile dal basso,non la raggiungiamo per la troppa neve sfondosa e poi la cima vera era quella su cui eravamo. Il panorama si apre sulla Testa di Garitta Nuova e il Bric della Plata e più a ovest verso il Monviso e l’alta valle Varaita.

Monviso e Garitta Nuova

Monviso e Garitta Nuova

Vallone di Gilba e Bric la Plata

Vallone di Gilba e Bric la Plata

Non indugiamo e iniziamo la discesa sull’ampio costone che seguiremo sul filo attraverso le piccole cime di Roccia La Croce.

il costone di discesa

il costone di discesa

C’è ancora un pò di neve che però riusciamo ad evitare passando leggermente sul versante sud e sempre seguendo il panoramico filo di cresta raggiungiamo una cima con annessa croce con altare.

P1020838 copiawtmkUn cartello indicatore ci dice che siamo sulla giusta via e poco dopo a un bivio teniamo la sinistra,sul sentiero che inizia a scendere decisamente.

P1020837 copiawtmkLo seguiamo nel bel bosco intravedendo ogni tanto dei camosci sulle vicine rocce fino a raggiungere le diroccate Grange Baricocua

P1020840 copiawtmkP1020843 copiawtmkP1020839 copiawtmkPoco dopo un altro cartello non molto visibile, perchè se si segue una scorciatoia che sembra il sentiero principale non lo si vede,ci indica il sentierino che svoltando a destra e attraversando il vallone permette di ritornare all’auto. Lo seguiamo e in circa mezz’oretta,in mezzo a una miriade di primule,torniamo al punto di partenza.

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