Monte Giosolette

GiosoletteSabato 22 Dicembre 2012

Oggi il tempo è splendido e fa anche abbastanza freddo. Sono le condizioni della neve che non sono molto buone perchè è piovuto sulla neve farinosa e ha fatto una crosta ghiacciata che non regge. Decido comunque di provare, e le Giosolette hanno il vantaggio di poter scegliere il l’esposizione del pendio di discesa in quanto il terreno è ampio.

Sono le 8 e parto da Limonetto,non c’è ancora nessuno in giro…

partenza

partenza

seguo la strada battuta dai numerosi passaggi e raggiungo i Tetti Liset

Tetti Liset

Tetti Liset

Il primo sole illumina la mia meta e il vicino Bec Matlas La neve è veramente brutta,una crosta ghiacciata che non tiene e la traccia di salita dura e scivolosa.

Continuo sul pendio che diventa costone e poco dopo sono raggiunto anch’io dal sole. Non vedo nessuno dietro…continuo pian piano ma non seguo più la traccia ghiacciata,la neve qui è dura e non si sprofonda più. E poi ho dimenticato i coltelli in macchina per cui devo salire più dolcemente.

Alla mia sinistra,in primo piano,la Rocca dell’Abisso e il Monte Chiamossero la fanno da padroni

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Seguo il costone che diventa sempre più stretto e arrivo sotto l’ultimo ripido pendio,spero di non tribulare a salire senza coltelli

il pendio finale

il pendio finale

Poco dopo,facendo un pò più di “gucie” del normale mi trovo vicino alla piccola croce di vetta. Il panorama è notevole,c’è una visibilità ottima,che solo in inverno ti permette di toccare le montagne valdostane e dall’altra parte a 180 gradi il mare

montagne valdostane

montagne valdostane

In lontananza vedo qualcuno che sta salendo verso la Creusa…decido di scendere il pendio sud est,decisamente più ripido nella parte alta che il versante di salita,ma con neve che dovrebbe reggere fino un pò più in basso. In effetti,a parte i primi 100 metri di neve durissima dove scendo a derapage,più un giù la pendenza diminuisce è c’è un dito di farina su fondo duro.

curve parte alta

curve parte alta

Fosse sempre così,invece più scendo è più inizio a sprofondare,devo sciare leggero,fino a quando raggiungo la zona di crostaccia infame e insciabile. Curve manco a parlarne ma poco dopo raggiungo la stradina che porta al Ciabot di Pedu e che mi permette di ritornare tranquillamente alla macchina

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