Monte Baussetti m. 2002

BaussettibaussettSabato 24 Maggio 2014

Questa mattina la giornata è splendida. Decido di andare con mio fratello Jello nelle Alpi Liguri e precisamente in Val Corsaglia,la valle delle Grotte di Bossea. Questa valle si trova tra la Valle Ellero e la Val Casotto ed è ingiustamente un pò dimenticata e appartata,forse perchè non ci sono impianti sciistici e poi perchè è molto selvaggia,specialmente nella parte bassa. La nostra meta,il Monte Baussetti è una modesta ma panoramica cima davanti ai più alti Antoroto e Ciauiera,e con una bella e lunga dorsale.

Olterpassato il paesino di Corsaglia raggiungiamo poco dopo le Grotte di Bossea e poco più avanti,in un tornante  prima dell’abitato di Fontane,a Camperi, imbocchiamo la strada sterrata che si inoltra pianeggiante nel Vallone Corsaglia. Raggiunto un ponte in ferro sulla sinistra,lo attraversiamo e oltrepassato Borello proseguiamo sulla sterrata che qui diventa più brutta e obbliga ad avere una macchina un pò robusta; dopo un paio di chilometri giungiamo a Case Pian Manera dove parcheggiamo.

appena partiti

appena partiti

Seguiamo la carrareccia che diventa più brutta fino a un bivio con cartello indicatore che ci fa prendere il ramo di sinistra di un bivio.

P1030155 copiawtmkContinuiamo fino a oltrepassare un morena preistorica e poi in piano arriviamo nei pressi di un rudere dove termina la stradina. Di qui non c’è più nessun tipo di segnale o indicazione nonostante i bei cartelli iniziali e proseguiamo alla belle meglio nel bosco. Solo più avanti grazie al Gps e l’unica cartina della zona recuperiamo in una radura delle vecchie tracce di sentiero che salgono nel vallone in direzione del Passo della Valletta.

radura

radura

Ogni tanto ci perdiamo nella vegetazione ma troviamo disseminati alcuni ripiani fatti con un muretto,segni che una volta qualcuno girava da queste parti. Più avanti superata una zona probabilmente bruciata, usciamo su terreno più aperto e alcuni ometti indicano la traccia.

P1030161 copiawtmkInizia anche ad esserci della neve ma si è rilevata utile in quanto ci ha permesso di salire più velocemente e agevolmente.

P1030163 copiawtmkOrmai il vallone è aperto e sulla sinistra si intravede la cima. Ancora un ultimo nevaio di neve dura e sbuchiamo all’ampio e pianeggiante Passo della Valletta.

arrivo al Passo

arrivo al Passo

al passo

al passo

Di qui la vista si apre sulla Valcasotto con il Bric Mindino il Monte Grosso e l’Antoroto: Svoltiamo decisamente a sinistra verso nord e seguiamo la facile cresta che sale in cima.

il Mindino

il Mindino

quasi in cima

quasi in cima

In breve la raggiungiamo e ci fermiamo per uno spuntino. Il panorama è notevole sia verso la pianura che verso sud.

cima

cima

Il Pizzo d'Ormea

Il Pizzo d’Ormea

Mongioie

Mongioie

Davanti a noi la lunga dorsale di discesa: non tardiamo a scendere perchè si stanno formando delle nuvole vaganti,non preoccupanti ma che iniziano ad avvolgere un pò le montagne più alte.

la dorsale di discesa

la dorsale di discesa

Seguiamo la lunga e panoramica dorsale pestando ogni tanto qualche macchia di neve fino a raggiungere la Cima Robert che non ha neanche un ometto segnalatore.

sulla dorsale

sulla dorsale

Più in basso raggiungiamo le case di Piano Gias dell’Asino dove una bella casa ristrutturata, che avevo visto salendo circa 10 anni prima in inverno con gli sci,purtroppo è bruciata ed è solo più un rudere.

casa bruciata

casa bruciata

Di qui adesso dobbiamo rientrare all’auto e nonostante avessi informazioni dal libro di Campana,In Cima-Le Alpi Liguri, dove segna come percorso di salita delle vaghe tracce che salgono nel bosco, dalla fine della stradina iniziale e che sbucano in questa zona,decido invece di seguire un sentiero segnato sulla cartina che segue ancora la strada in discesa. Dove questa svolta decisamente a destra in direzione di Costacalda e il Vallone di Rio Mondini scendiamo invece diretti e inizialmente su una stradina. Ho pensato che era un fortuna e invece più in basso ci troviamo nel fitto bosco. Grazie al gps seguo il sentiero segnato che in effetti esiste e a tratti anche discreto,finchè però finiamo in una ripida pietraia dove ci perdiamo nuovamente. Scendiamo dove dovrebbe passare il sentiero ma il terreno è ripido e tratti malagevole. Con stupore però notiamo ogni tanto dei segni gialli sugli alberi e su alcune rocce,ciò vuol dire che comunque un sentiero esisteva. Scendendo sempre decisi e finalmente arriviamo a una stradina,che in piano ci permette agevolmente di raggiungere la strada sterrata di salita poco prima dell’auto

rientro all'auto

rientro all’auto

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