Monte Aiera m. 2713

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Presentazione

Domenica 19 Ottobre 2014

Approfittando delle belle e calde giornate autunnali che sta facendo, oggi insieme a mio fratello Jello decido di andare su una bella e maestosa cima sopra l’abitato di Entracque in Valle Gesso. Si tratta del Monte Aiera il primo della lunga e selvaggia costiera che porta alla Punta della Valletta passando per la Punta della Rua e Monte Carbonè, luoghi selvaggi per eccellenza e pochissimo frequentati per i lunghi dislivelli e mancanza di sentieri.

Arriviamo a San Giacomo di Entracque neanche troppo presto,sono già le 8,ma c’è solo un auto parchggiata. Iniziamo subito l’escursione seguendo la strada asfaltata che attraversa il Gesso della Barra e porta alla colonia del Salesiani.

partenza

partenza

primo tratto

primo tratto

Proseguiamo sulla strada sterrata che sale al Prà del Rasur e che porta al rifugio Pagarì per circa 20 minuti fino al gias dell’Aiera a 1342 metri. Qui lasciamo la strada e svoltiamo a sinistra su un sentiero non segnalato ma evidente.

Gias dell'Aiera

Gias dell’Aiera

Il sentiero sale dolcemente nel bel bosco di faggi e attraversa ripidi pendii erbosi con numerosi tornanti.

in salita

in salita

Pensavo di trovare una vaga traccia invece con piacere il sentiero è un bel sentiero con tanto di muretti a secco; solo nei tratti erbosi diventa più stretto e piccolo ma comunque sempre evidente. Il panorama si apre adesso sui Gelas

Gelas

Gelas

Continuiamo sul sentiero che esce definitivamente dal bosco e con pendenza costante sale il ripido e continuo versante erboso fino a raggiungere il Colletto Cruset.

il sentiero

il sentiero

Colletto Cruset

Colletto Cruset

Questo colle è in realtà una sella abbarbicata sul ripido versante che adesso diventa anche roccioso,articolato e sempre più ripido. La traccia comunque è sempre evidente e segnata in rosso abbastanza frequentemente

il Lausetto

il Lausetto

Superiamo due profondi canaloni,dove penso si fermi la neve fino a tarda stagione,e che fanno questa salita impegnativa in caso di neve da attraversare su ripido pendio. Oltre questo tratto il pendio diventa dinuovo principalmente erboso fino a che sbuchiamo su una selletta a quota 2361,su una aerea cresta che domina il vallone di San Giacomo.

selletta

selletta

Di qui inizia l’ultimo tratto che segue inizialmente la cresta e poi i ripidi pendii sulla destra. La traccia è decisamente più ripida ma sempre evidente e con numerosi ometti e alcuni segni rossi. Raggiungiamo alcuni torrioni rocciosi ben visibili dalla selletta e sopra uno di questi inizia l’ultimo pendio,di circa 100 metri di dislivello e che senza percorso obbligato ma con alcuni ometti porta direttamente in cima.

Inutile dire il grandioso panorama che offre questa cima,anche se in basso ci sono alcune nuvole la visibilità è ottima e si vede fino alla Valle d’Aosta.

in cima

in cima

Sulla cima si trova una graziosa Madonna bianca sormontata da un faretto che di notte era visibile dal fondovalle. Mi ricordo quando salii con gli sci su questa cima per il versante opposto, quello nord da Tetti Porcera nel vallone di Trinità di Entracque,e c’era anche un piccolo pannello solare che serviva per illuminare il faretto di notte. Oggi non c’è più per cui devo dedurre che di notte questa cima non è più segnalata

Argentera

Gelas

Entracque

Entracque

Cervino in lontananza

Cervino in lontananza

versante nord sciistico

versante nord sciistico

Dopo una meritata pausa,senza anima viva e con temperatura estiva riprendiamo la discesa che purtroppo dobbiamo fare sul medesimo itinerario di salita. Il versante nord sciistico è impraticabile in estate per mancanza di sentiero,erbacce e salti rocciosi che solo in inverno si riescono a superare quando la neve livella molto il pendio. Si tratta comunque di un itinerario impegnativo con gli sci, da percorrere con condizioni super sicure

il costone di salita dalla cima

il costone di salita dalla cima

Scendiamo rapidamente grazie alla ripida traccia mettendo a dura prova le nostre gambe.

ancora uno sguardo ai Gelas

ancora uno sguardo ai Gelas

Seguendo fedelmente il percorso di salita ritorniamo al Gias dell’Aiera e di qui all’auto

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