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Giro dei 4 Denti di Valgrisenche

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Domenica 10 Luglio 2016

La gita di oggi si trova in Valgrisenche,una delle belle valli laterali della Val d’Aosta sul suo versante destro orografico. Ci troviamo con i nostri amici Pino e Fabrizia e usciti dall’autostrada di Aosta ovest seguiamo la statale per Courmayeur fino al bel paese di Arvier. Qui svoltiamo a sinistra per risalire la bella e selvaggia valle,famosa per le sue classiche e impegnative gite di scialpinismo. Non eravamo mai stati qui nel periodo estivo se non molti anni fa e devo dire che ci sono dei bellissimi percorsi,lunghi e impegnativi ma anche facili e modesti.

L’escursione di oggi sale dall’abitato di Valgrisenche capoluogo per il versante destro orografico,quello rivolto a nord-ovest fino a raggiungere una modesta cima,la Becca dei 4 Denti, che domina la valle e dove si trovano quattro caratteristici torrioni detti appunto 4 Denti. Nei pressi si trova un ricovero ormai abbandonato mentre poco più in su il bivacco Testafochi,una piccola baita in muratura ancora in discrete condizioni,adibita a bivacco con annesse tavolate per dormire,tavolo e piccola cucina e divenuto famoso perchè è stato visitato dal Papa Giovanni Paolo II durante i suoi soggiorni in Valle d’Aosta.

Il sentiero inizia dall’area picnic raggiungibile per una stradina che si stacca a sinistra dalla strada principale appena superato il paese. Lasciata l’auto nei pressi di una fontana proseguiamo sulla strada forestale che sale con alcune svolte fin presso una baita in località Joux dove termina.

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partenza

 

lasciamo il fondovalle

lasciamo il fondovalle

 

Qui inizia il sentiero segnato con il n.6 che sale nel bel bosco di larici. La traccia continua con molte svolte salendo il ripido versante fino a uscire dal bosco dove si trova il bivio del sentiero n. 4 che percorre trasversalmente tutto il versante e in concomitanza di una presa d’acqua. Il nostro percorso prosegue diritto e inizialmente non è molto evidente. Si intuisce al direzione da seguire vedendo più in alto il sentiero che con delle svolte taglia il pendio. Dopo un tratto in mezzo ai rododendri seguendo delle vaghe tracce il sentiero diventa dinuovo bello e facile da seguire. Sul versante opposto intanto lo sguardo volge alla classica Testa del Ruitor,la montagna più famosa della valle e non solo.

 

uno sguardo al Ruitor

uno sguardo al Ruitor

 

verso valle

verso valle

 

Più in alto la traccia confluisce in una serie di sentieri orrizzontali che possono indurre a confusione, ma che si trattano nient’altro di antichi tagli artificiali del versante per evitare distaccamenti del manto nevoso e nel suo consolidamento nel periodo invernale. Seguiamo comunque i numerosi segni gialli che ci indicano il giusto percorso. Giunti sotto il nostro colletto già visibile da più in basso la nostra traccia segnata svolge a destra per superare un ripidissimo pendio in direzione de alcuni paravalanghe. Di qui è anche visibile il bivacco peraltro raggiungibile attraverso un altra traccia più alla nostra destra.

 

in salita sul ripido pendio

in salita sul ripido pendio

 

Giungiamo così infine al colletto dove si trovano i caratteristici 4 denti,nei pressi di una costruzione. Proviamo anche  salire sulla Becca omonima ma un salto di roccia ci induce a rinunciare. Solo più avanti notiamo una croce posta più in basso della cima vera e propria e che probabilmente era raggiungibile da un sentierino appena accennato nella zona dei paravalanghe.

 

arrivo ai 4 Denti

arrivo ai 4 Denti

 

 

la Becca dal ricovero

la Becca dal ricovero

 

La vista adesso si apre sull’opposto versante,quello della valle di Cussuna e famoso per la sua classica gita di scialpinismo invernale Il Sigaro. Continuiamo seguendo il sentiero che con una breve salita ci porta infine al punto più alto dell’escursione e precisamente al Bivacco Testafochi,dove in primo piano si nota una targa commemorativa del passaggio del Papa. Qui ci fermiamo per uno spuntino e un riposino.

 

il bivacco Testafochi

il bivacco Testafochi

 

panorama verso valle

panorama verso valle

 

Il meteo nonostante alcune nuvole in quota si mantiene sempre bello e con temperatura gradevole. Riprendiamo il cammino scendendo adesso dal sentiero sempre segnato con il n. 6 che divalla nel versante opposto fino ad una conca erbosa in vista del colle di Feluma. Dinanzi a noi troviamo l’imponente Grande Rousse alta oltre i 3600 metri mentre sul versante opposto la bella Arp Vieille salita questa primavera con gli sci.

 

la Grande Rousse

la Grande Rousse

 

Scendiamo continuando per dei bei pendii erbosi costeggiando il torrente che infine ci porta sulla strada sterrata che dal fondovalle porta ai lontani alpeggi di Bruille. Continuiamo seguendo la strada e per una scorciatoia giungiamo alle belle baite di Catin. Poco sotto lasciamo la strada per seguire alla nostra destra un sentiero non segnato ma ben evidente e con numerosi ometti che più in basso si inoltra nel bosco.

 

poco dopo aver lasciato la strada

poco dopo aver lasciato la strada alle baite Catin

 

Questo tratto evita un lungo tratto di strada,che chiaramente si può seguire per intero,per portarci più in basso sulla bella traccia che giunge dalle baite di Praz Londzet segnata con i n. 7 e 8. Seguendo quest’ultimo sentiero giungiamo infine nei pressi dei tornanti della strada asfaltata che costeggia il lago di Beauregard sul suo lato destro orografico e di qui in breve nell’ampio piazzale e area sosta per camper. Seguendo infine la strada principale ci portiamo con una breve risalita all’area picnic e all’auto.

Traccia GPS

Video traccia

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