Costa Campaula

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Venerdi 19 Febbraio 2016

Oggi ne approfitto della bella giornata e del tempo a disposizione per fami una classica gita invernale della Val Vermenagna,la Costa Campaula. Si tratta di una modesta cima situata nel bel vallone di Palanfrè,vallone che si dirama da Vernante sulla sinistra orografica della valle e che presenta numerose e belle gite di scialpinimo. Ormai che la strada per Palanfrè viene aperta tutti gli inverni,per via dell’azienda agricola produttrice di ottimo formaggio che vive ormai stabilmente tutto l’anno lassù,questo vallone è molto frequentato in inverno perchè offre diverse gite con varie esposizioni e quasi sempre con ottimo e sicuro innevamento.

Risalgo quindi la valle fino al paesino dei Folchi,ormai disabitato in inverno,dove lascia l’auto all’ingresso del borgo. Oggi sono solo e non c’è anima viva in giro,anche perchè è abbastanza presto. Mi incammino su vecchie tracce di sci e ciastre del giorno prima in quanto è nevicato mercoledi scorso. So che ieri è salito il mio caro amico Livio per cui troverò la sua traccia che mi eviterà di battere pista.

partenza con vista su Palanfrè

partenza con vista su Palanfrè

 

in salita

in salita

 

Seguo le tracce che salgono su una sterrata attraversando delle case ormai abbandonate e diroccate. A Tetto Marun abbandono la strada per seguire dei bei prati fino a Tetti Creusa. Qui riprendo la strada che però lascio subito dopo per salire il pendio sulla destra che porta su un costone in mezzo a una bella faggeta. Non ero mai salito questo tratto in quanto di solito si prosegue sulla strada fino all’ultima baita del Gias Creusa sottano. Ma seguo le tracce di Livio e giustamente portano dirette sulla costa in direzione della cima.

 

nella bella faggeta

nella bella faggeta

 

sul costone

sul costone

 

Sono sempre in ombra e la temperatura è discretamente rigida. Non mi fermo finchè non raggiungo il costone che adesso è in pieno sole. Continuo sempre sulle tracce di Livio che da solo il giorno prima si è fatto un bel mazzo,difatti si sprofonda abbastanza nella neve polverosa. Sempre seguendo il sicuro costone giungo sulla cima; cima che non è propriamente una punta ma una elevazione sul costone che segue verso la Creusa ma dove si trova un grosso e caratteristico ometto in pietre.

 

quasi in cima

quasi in cima

 

in punta

in punta

 

La giornata è splendida e senza vento ma la temperatura è decisamente rigida. Il panorama si apre sul vicino Monte Colombo e sulla Becca d’Orel e Bussaia,altre belle classiche gite della zona. Dopo un breve pausa quindi mi preparo per la discesa. La prima parte è scarsa di neve in quanto il vento ha già lavorato un pò ma appena più in basso la neve aumenta di spessore e si scende benissimo.

 

panorama verso valle

panorama verso valle

 

Bec d'Orel e Bussaia

Bec d’Orel e Bussaia

 

tracce

tracce

 

In discesa incontro il simpatico gestore del Rifugio Carbonetto che anche lui è in solitaria, e altre persone più in basso. Ripercorro in discesa la traccia di salita e in breve mi ritrovo nella parte bassa su neve ormai portante, Raggiungo infine Folchi e l’auto

 

di ritorno nella faggeta

di ritorno nella faggeta

 

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