Cima Pissousa m. 1673

screenshotscreenshot 2Domenica 17 Maggio 2015

Il meteo continua a essere così così. Per questa mattina le previsioni non erano male invece è abbastanza nuvoloso e in quota è brutto. Sono a casa mentre Anto è al lavoro. Nel pomeriggio però vedo che migliora un pò per cui decido di andare a fare una breve escursione su una cima sulla quale non sono mai stato.

Lascio l’auto a Madonna del Colletto,una piccola chiesa che i trova sul colle che separa Valdieri da Festiona,in pratica la valle Gesso dalla valle Stura. Si giunge qui salendo dal centro di Valdieri per una strada asfaltata per circa 6 km,oppure dalla strada che sale dal centro di Festiona.

partenza

partenza

Il cielo nel frattempo si è pulito abbastanza è ed uscita una bella e calda giornata. Passo dietro la chiesa e mi incammino sulla forestale che in leggera salita prosegue in direzione sud. Poco dopo una catena chiude il passaggio; la attraverso e lasciata a sinistra una deviazione arrivo a un tratto pieno di tronchi tagliati e sparsi sulla strada che ostruiscono un pò il passaggio

P1070578 copiaPoco dopo la strada finisce per diventare un evidente sentiero. Lo seguo traversando in leggera salita per poi con alcune svolte salire più deciso nel bosco. Superata una piccola spalla il sentiero diventa più esile fino a sparire nell’erba nei pressi si un pulpito.

in salita

in salita

Vedo alcuni ometti sul ripido pendio erboso sottostante il bosco. Taglio con un pò di attenzione in leggera salita verso di essi finchè arrivo su un altra spalla meno ripida.

Questo tratto richiede un minimo di attenzione ma scopro poi durante la discesa che quando inizia il tratto erboso conviene anzichè tagliare,salire decisi per circa 20 metri e inoltrarsi nel bosco sovrastante. Qui si trova un ometto e un piccolo sentiero che traversa facilmente verso sinistra al limitare del bosco sopra il pendio erboso per ricongiungersi con l’itinerario che ho seguito in salita quando entra nel bosco

 

tratto in cui bisogna salire nel bosco

tratto in cui bisogna salire nel bosco

Giunto alla spalla il percorso è facile e evidente e segue una accennata dorsale nel bellissimo bosco di faggi: pian piano si esce su terreno più aperto e si giunge così su una panoramica antecima in vista della punta vera e propria

dall'antecima la valle Stura

dall’antecima la valle Stura

la cima

la cima

Si segue adesso la facile cresta in mezzo ai faggi e si raggiunge un piccolo torrione roccioso che si può superare da entrambi i versanti. Ancora pochi ripidi metri e si raggiunge la cima. Il panorama è veramente ampio con in primo piano le Marittime. Con una giornata limpida poi si ha anche una vista spaziosa sulla pianura

in cima

in cima

valle Gesso

valle Gesso

i Gelas

i Gelas

il Saben

il Saben

Non c’è anima viva e mi fermo un momento a rilassarmi. Vedo poi che su una pietra c’è una vecchia scritta Moiola e dei segni rossi che scendono sul ripido versante opposto,in direzione del Saben.

P1070604 copia

Incuriosito scendo allora con attenzione il pendio e seguo un tratto di rocce nei pressi della cresta sempre in vista dei segni rossi. Giunto su un pulpito nei pressi del bosco non vedo più i segni ma il terreno sembra più facile anche se di sentiero non se na parla. Mi fermo,anche perchè in ogni caso non era mia intenzione scendere di lì ma un giorno o l’altro andrò a mettere il naso salendo da Moiola

verso ovest

verso ovest

Ritorno quindi sui miei passi e riprendo la strada di ritorno seguendo il percorso di salita. E’ in discesa che noto il più facile passaggio nel bosco descritto prima e che evita il traverso sul ripido pendio erboso. Recuperato il sentiero in breve ritorno all’auto

Traccia GPS

 

 

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