Bivacco del Baus

 

 

Mercoledì 1 Novembre 2017

 

Oggi con Anto ritorniamo nella amata e splendida valle Gesso per una escursione in uno degli angoli più belli ma nello stesso tempo più selvaggi delle Alpi Marittime: l’Altopiano del Baus. Questa vasta zona situata sul versante est e sotto le pareti delle cime Sud e Nord dell’Argentera è raggiungibile solamente per itinerari non propriamente su sentieri, dove è necessario avere senso di orientamento in caso di scarsa visibilità. In mezzo a questa selvaggia area si trova il Bivacco del Baus, una classica costruzione di lamiera a forma di botte, con 9 posti disponibili, in buone condizioni e utile per le salite alle cime dell’Argentera da questo versante. La salita dal Vallone delle Rovine per il rifugio Genova è la più breve, ma percorre un tratto molto esposto, che benchè attrezzato con alcuni cavi d’acciaio necessita le dovute attenzioni. Il tracciato poi è ben segnalato nella prima parte ma più si sale e più i segni sono sbiaditi e poco visibili e la traccia poco marcata per cui ci si perde facilmente in caso di scarsa visibilità. Il percorso di ritorno con il traverso verso il Passaggio del Porco è più lungo ma è più facile ed evidente, e la traccia è ben segnata e più marcata. Anche questo passaggio presenta un tratto esposto sulla cengia verso il Colle del Chiapous, ma è facilmente percorribile e senza difficoltà. Da sotto il colle alla diga del Chiotas il sentiero invece è stato recentemente riassestato e adesso è una bella mulattiera. Il bivacco si può anche raggiungere scendendo dalla normale della cima Sud dell’Argentera per il Passo dei Detriti, ma anche qui il tracciato non è molto evidente con poca visibilità e presenta una zona di placche rocciose dove si trova una corda fissa da affrontare con cautela. Il panorama dal bivacco si estende al sottostante bacino del Chiotas e alle cime dei Gelas, mentre alle spalle si trovano le imponenti pareti dell’Argentera, dove corrono delle bellissime vie di arrampicata, alcune delle quali le ho percorse nei tempi addietro.

L’escursione è preferibilmente da affrontare ad inizio autunno, prima delle basse temperature in quanto ci sono delle zone in ombra esposte a nord dove si formano dei lastroni di ghiaccio insuperabili senza ramponi. In estate essendo l’altopiano esposto ad est si possono formare delle nebbie che pregiudicano la visibilità, mentre in primavera sono ancora presenti molti nevai.

 

Avvicinamento: si risale da Borgo San Dalmazzo la valle Gesso superando Valdieri. Alla successiva rotonda si lascia a destra la strada per le Terme di Valdieri e si svolta a sinistra per Entracque. Dopo circa 1 chilometro si svolta a destra seguendo le indicazioni per San Giacomo di Entracque e la diga della Piastra. Giunti in prossimità dello sbarramento si segue la strada di destra verso San Giacomo salendo e costeggiando il bacino fino al successivo bivio, dove si prosegue sulla destra verso il Lago della Rovina. La strada asfaltata sale decisa passando sotto numerosi paravalanghe fino a raggiungere la conca sede del lago. Lo si percorre in tutta la sua lunghezza fino a posteggiare nel grande parcheggio (a pagamento in estate).

 

Itinerario: la prima parte fino alla diga del Chiotas  segue l’escursione per la Punta di Fenestrelle effettuata lo scorso anno. Si sale dunque il sentiero diretto che tra alcune balze rocciose raggiunge la strada (itinerario più facile ma più lungo), nei pressi della diga. Superato il grande “troppo pieno” in cemento, nel caso il livello dell’acqua sia basso come quest’anno siccitoso, si può percorrere il sentierino che costeggia il lago raggiungendo il rifugio Genova. Nel caso il livello del bacino sia normale o più in alto bisogna passare sul tracciato a monte che è più lungo perchè fa un giro più ampio. Raggiunto il rifugio si lascia a sinistra l’itinerario per il Passo di Brocan e quello delle Rovine per continuare sul tracciato segnato con bolli gialli e rossi che porta in direzione del bacino. Con alcuni saliscendi tra balze rocciose si raggiungono i contrafforti che scendono dalla Cima del Baus, dove inizia il tratto più esposto. Questo è denominato Passaggio del Baus o più propriamente Passaggio Gargioni, dal nome del primo gestore del rifugio Genova nonchè geologo che ha lavorato alla progettazione e costruzione della diga. Fu lui a scoprire questo angusto passaggio che permette di raggiungere l’altopiano difeso a valle da imponenti salti di roccia, dove si formano in inverno enormi cascate ghiacciate, una delle quali l’ho salita circa 15 anni fa, Con un traverso ci si porta sotto alla parete dove si trovano dei cavi d’accaio come mancorrente. Superato un tratto breve ma veramente esposto si raggiunge un profondo canale che bisogna superare. Lo si attraversa su facili placche rocciose tra alcuni rigagnoli d’acqua, dove in inverno si formano delle pericolose lastre ghiacciate. Il percorso adesso si sviluppa su terreno più facile e ben percorribile, dove bisogna salire e restare sulla sinistra senza traversare erroneamente come noi sulla destra. Si sale comunque senza difficoltà e se si perdono i segni gialli e rossi si recuperano più in alto puntando alla base di un evidente sperone roccioso. Si passa sotto a questo e si attraversa una grande pietraia dove i segni sono numerosi. Si prosegue raggiungendo una zona di erba e placche rocciose che si superano sempre seguendo i segni, fino a portarsi in una zona più erbosa verso lo sperone roccioso dove sorge il bivacco. I segni adesso sono più sporadici e di colore bianco per cui poco evidenti. Cercando di non perderli si superano ancora alcune balze rocciose fino a raggiungere un prato sotto la base dello sperone del bivacco. Tenendosi sulla sinistra si sale il pendio tra erba e roccia che diventa man mano più ripido, fino a portarsi sotto al bivacco che si trova alla propria destra sullo sperone. In breve e senza difficoltà lo si raggiunge. Dal bivacco si lascia l’itinerario per la cima Sud dell’Argentera che continua diritto per scendere invece sulla destra seguendo delle tacche rosse. Subito sotto si scendono alcune lisce placche di roccia per poi seguire i numerosi segni rossi che indicano il percorso. Con un lungo traverso pressochè pianeggiante ci si avvicina alla cresta che scende dal Monte Stella e dopo un breve discesa si lascia a sinistra l’itinerario per la cima Nord dell’Argentera, segnato con una freccia rossa e la scritta “nord” su una pietra. Si continua e in breve con una corta salita si raggiunge l’aereo Passaggio del Porco. Si passa sul versante opposto in ombra per scendere sulla ripida cengia seguendo il facile tracciato. Si continua la ripida discesa in direzione del Colle del Chiapous visibile di fronte, raggiungendo infine il sentiero che sale dalla diga. Seguendo quest’ultimo si divalla con numerose svolte nel vallone del Chiapous e senza possibilità si errore, si percorre la bella mulattiera che con pendenza lieve e costante raggiunge lo sbarramento. Si passa sulla maestosa diga, che merita una visita a sè seguendo poi la strada asfaltata che scende sulla sinistra. Passati nel tunnel del “troppo pieno” (ghiaccio in inverno) si raggiunge il sentiero per il rifugio Genova percorso in salita. Seguendo quest’ultimo a ritroso si ritorna così al Lago delle Rovine e all’auto.

 

partenza

 

 

tratto attrezzato

 

salendo

 

costeggiando il bacino

 

verso il Genova

 

al rifugio

 

poco dopo il rifugio

 

verso il tratto attrezzato

 

tratto esposto

 

superato il canalone oltre il tratto attrezzato

 

sulla traccia di salita

 

salendo tra placche rocciose

 

in vista del bivacco

 

ultimo pendio prima del bivacco

 

il bivacco

 

l’interno

 

verso il Passaggio del Porco

 

sotto le belle pareti dell’Argentera

 

al Passaggio del Porco

 

uno sguardo in basso

 

verso il Colle del Chiapous

 

di fronte il dimenticato Passaggio delle Fiscelle

 

sulla diga

 

lo sbarramento

 

ritorno all’auto

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