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Auta di Barel – Monte Bassura – Rocca Verde

 

 

 

 

Martedì 2 Agosto 2017

 

Oggi sono in Valle Stura sul suo versante destro orografico e precisamente sulla costiera divisoria tra il vallone di Pontebernardo e quello di Rio Forneris. Questa lunga dorsale si vede bene dalla statale salendo la valle da oltre Sambuco e continua in direzione del Monte Peyron e della Testa di Panieris. Si salgono queste 3 cime raggiungendo i Becchi Rossi per continuare sulla dorsale su un sentierino fino all’Auta di Barel. Oltre il percorso riserva un tratto non escursionistico con la discesa di un canalino molto ripido con alcuni tratti rocciosi dove si usano le mani. Si passa poi sotto la bella parete del torrione non nominato fino a raggiungere per un ripido pendio il Monte Bassura. Si continua per cresta in direzione della Rocca Verde con un tratto ancora ripido nell’evitare un altro torrione roccioso. Oltre questo il percorso è facile fino al Colle di Stau. Di qui si ritorna all’auto per il sentiero GTA. 

E’ una bella cavalcata su terreni dove bisogna prestare attenzione ma dal panorama grandioso su tutte le Marittime e l’Ubaye. Dato il luogo molto selvaggio si incontrano numerosi camosci.

Avvertenze: questa escursione non è per escursionisti in quanto riserva un tratto di arrampicata su terreno delicato in discesa dall’Auta di Barel, per evitare il grande torrione roccioso. Esiste un altro passaggio più facile ma che ho individuato dopo, e che comunque non ho sperimentato. Se fatta nel verso opposto il percorso è in salita, per cui diviene più facile, ma questo non toglie le dovute cautele e attenzioni. Questo tratto è comunque evitabile salendo direttamente dal Gias di Enbruois al Monte Bassura, evitando i Becchi Rossi e l’Auta di Barel, ma non c’è il sentiero e il terreno non è dei migliori (pietraie miste a erba e rododendri). 

Avvicinamento: si può partire da Ferriere, che si raggiunge salendo la valle Stura fino a Bersezio, dove si svolta a sinistra sul ponte e si segue la strada di accesso fino alla borgata. In questo caso prevedere la risalita alla borgata dal ponte sul Rio di Forneris. Oppure come nel mio caso salendo dal Villaggio Primavera, situato 2 km prima di Bersezio, dove si svolta a sinistra e si segue la strada sterrata che sale nel Vallone di Rio Ferrere per circa 2,5 km fino al termine nei pressi di una presa d’acqua. Strada libera ma con divieto di accesso in caso di pioggia. 

Itinerario: dal termine della strada si costeggia il torrente in salita seguendo il sentiero che in breve porta ad un ponte in legno. Dopo averlo superato il percorso ufficiale svolta a destra per salire un tratto nei pressi del torrente, per poi traversare in diagonale al limite inferiore della pineta. Si può comunque proseguire diritti oltre il ponte seguendo dei sentieri delle mucche che portano lo stesso nella direzione giusta. Si raggiunge così il bivio (non segnato e attenzione a vederlo) dove il sentiero principale traversa adesso verso destra e porta a Ferriere. Bisogna invece svoltare a sinistra per salire su un sentiero non segnato ma ben percorribile ed evidente che sale con numerose svolte nella bella pineta. Si raggiunge così,dopo aver superato il ripido pendio, il vallone di Rio Forneris, dove giunge anche il sentiero che arriva da Ferriere. Si attraversa il ponte su tronchi già un pò vecchiotti ma comune sicuri per svoltare subito dopo a sinistra verso i Becchi Rossi (palina). Il tracciato adesso continua in leggera discesa per traversare sotto a balze rocciose, prosegue poi con numerose svolte per raggiungere la piccola piana dove sorge il vecchio Gias Enbruois. Di qui si può salire direttamente al Monte Bassura lasciando il sentiero e proseguendo a destra nel vallone su terreno disagevole. Continuando invece sul tracciato si sale un ultimo ripido pendio fino a raggiungere la Colletta Becco Rosso, dove giunge anche il sentiero da Murenz. Si prosegue adesso sulla dorsale, dove si recupera un sentierino che supera il ripido pendio. Questo termina nei pressi di una spianata di un avamposto militare che si lascia a sinistra. Si continua su terreno facile e aperto seguendo il bordo della dorsale fin sotto la cima, che si raggiunge per il sentierino adesso dinuovo visibile. Dall’ometto di pietra si continua in piano per alcuni metri fino a una forcella. Qui, ometto, si vede il canale di discesa che permette di raggiungere la pietraia sottostante. Si scende facile per alcuni metri ma poi bisogna disarrampicare due brevi saltini, non difficili ma su terreno franoso. Oltre questi si raggiunge la pietraia che si attraversa a sinistra su una vecchia traccia appena accennata. A mio parere si passa più facilmente seguendo la cresta nei pressi dell’ometto fino in cima a un roccione. Qui bisogna scendere su rocce e erba, versante Pontebernardo, sino a un evidente colletto. Dal colletto la discesa è semplice, solamente il tratto in discesa per raggiungerlo è da valutare se nelle proprie capacità. Sembra comunque più facile del percorso fatto. Si passa così sotto la grande parete del torrione seguendo alcune tracce proprio all’attacco delle rocce. Il terreno diventa più ripido e franoso ma tenendosi vicini alla parete si sale senza difficoltà. Si raggiunge così nuovamente la cresta che si segue facilmente sino in punta al Monte Bassura. Si continua adesso in discesa evitando alcune rocce sul versante sinistro, Pontebernardo, fino a ridosso di un torrione roccioso. Questo sembra insuperabile ma scendendo circa 50 metri ripidi a sinistra si riesce a doppiare la cresta oltre la quale il percorso diventa più facile. Si raggiunge quindi in discesa un colletto, si continua sulla dorsale fin sotto all’ultimo ripido tratto delle Rocca Verde. Qui si trovano alcuni ruderi militari sotto a delle rocce. Si costeggiano e si superano a sinistra giungendo cosi sulla cima. Si scende sul lato opposto per alcuni metri su ripido pendio di roccette che formano la rocca, fino alla cresta sottostante. Si continua adesso su vaghe tracce ma su terreno privo di difficoltà fino a un tratto roccioso che si passa a sinistra, raggiungendo così un casermetta diroccata. Il colle di Stau è appena lì sotto e si raggiunge facilmente per cresta. Dal colle non resta che seguire il bel sentiero che scende nella Comba del Pilone e raggiunge il ponte sul Rio Forneris chiudendo così l’anello. Seguendo il tracciato di salita si ritorna così all’auto.

il ponte appena partito

 

si sale

 

raggiunto il vallone di Rio Forneris

 

il ponte

 

il vallone salito

 

laggiù Ferriere

 

il torrione a sinistra e il Monte Bassura a destra

 

i Becchi Rossi

 

salendo all’Auta di Barel

 

il sentiero di salita da Murenz non segnato sulle carte

 

sull’Auta di Barel

 

il torrione da evitare e dietro il Bassura

 

vista verso valle

 

il canalino da scendere

 

si passa sotto la parete

 

in cima al Bassura con dietro la Rocca Verde

 

il secondo torrione evitato

 

il Bassura salendo alla Rocca Verde

 

il cima alla Rocca Verde

 

la cresta verso il colle di Stau con dietro il Peyron

 

invasi sotto il colle di Stau per la raccolta acqua fatti dai militari

 

al Colle di Stau con dietro la Rocca Verde

 

scendendo si vede il percorso verso i Becchi Rossi

 

ritorno all’auto

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